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SPIRITI NELLA RETE by Stefano Spock
Trascrizione del diario personale registrato, data 28 maggio 1998

Mah, non so se...
(pausa)
Ma si, registriamo. Tanto nessuno potrebbe crederci.
(pausa)
Stefano Spock e' caduto nella rete. Quale espressione meglio si adatta a un hacker che si infila in una trappola telematica ? Eppure, oggi ho capito che questo vecchio scherzo dei "netrunners" si adatta alla grande alla mia situazione.
Nulla e' come sembra, accipicchia, questo e' vero, pero' qui parliamo di TELEMATICA, non di TEOLOGIA. Va bene scherzare, vanno bene le indagini pseudomistiche di Pathos... ma la Rete e' un miscuglio di protocolli e di dati, maledizione.

'cidenti pure all'adattatore
Allora, vediamo di descrivere la cosa con calma.
Mi collego alla rete come sempre, come tutte le sere. Saluto un paio di amici, anche alcuni colleghi di Pathos (il dottor Kolosimo, il signor Lucchesi) e quindi, spento ICQ e quant'altri programmi non schermati, inizio le mie... attivita'.
Percepisco un netto rallentamento nella risposta della rete (cosa non insolita ahime' !) e quindi decido di controllare. Alzo un firewall totale, ovvero blocco TUTTO il traffico tra la rete e il mio computer, ma anche SULLA rete, oltre il server del mio provider. E per una volta mi attardo ad esaminare scrupolosamente tutto cio'.
Cosa ho scoperto ? Una infinita' di pacchetti che non richiesti scivolano dentro e fuori dal mio terminale. Come e' ovvio, li isolo e li controllo, tanto per cercare di capirci qualcosa. Il mio PC si rifiuta di leggerli, cosi' accendo l'altro e glie li passo per decodificarli.
Mentre il secondo pc ronza, mi immergo nei dati della rete. Scava che ti riscava, arrivo a livello bassissimo, in pratica interagisco personalmente con i pacchetti di dati del TCP/IP... vedo, insomma, cosa si dicono i vari server...
E la cosa mi lascia senza fiato. Un intero universo di dati senza senso (per me e per i protocolli standard di internet) circolano SOMMERSI sulle linee di internet, e questa non e' una novita': tra DHCP, RARP, TCP headers, il rapporto tra l'informazione prodotta dall'uomo o da lui richiesta e quella prodotta dalla Rete per il suo stesso funzionamento e' di 1 a 10. Questo lo si sa. Ma a nessuno e' venuto in mente che una rete molto complessa di nodi autonomi e intercomunicanti in grado di generare autonomamente richieste e risposte possa essere qualcosa di palpitante, di autonomo, di...
(pausa)
vivo?
(pausa prolungata)
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Siamo sempre preoccupati che qualcuno ci ascolti USANDO la rete, che qualcuno ci intercetti... gli emPathici poi sembrano davvero paranoici al proposito... E quindi consegniamo i nostri dati alle macchine, perche' abbiamo paura ad affidarli ai nostri simili. Macchine complesse, programmate da troppe persone diverse perche' sia esattamente prevedibile cio' che esse possono o non possono fare.
(pausa)
Cosa aveva detto Raffaele, quello fissato con la magia?

Ah, si', parlava del rapporto tra la rete e i programmi per computer e l'esoterismo. Cazzate.
(lunga pausa)
Sai a cosa penso, diario?
Penso alla macchina che rileva il passaggio con il telepass al casello, a quelle che smistano le mie telefonate, a tutti i server che si fanno passare di mano in mano questi dati, e a quante cose sono in grado di fare senza usare almeno un computer, o senza essere in qualche modo RINTRACCIABILE da un computer.
(pausa)
Persino queste mie parole le trascrivero' su computer probabilmente...
(pausa, risata forzata)
Forse ho giocato troppo a cyberpunk...

(pausa)
Non e' possibile quello che sto vedendo. Non e' VERO !
(pausa)
Questo diario lo registro oggi, 27 luglio 1998, mentre ancora posso agire di mia spontanea volonta'. Lo trascrivero' al piu' presto su carta, la carta e' una delle poche cose che ancora sfugga alla ragnatela della tecnologia.
(risata isterica)
Mio Dio, non sembro proprio un hacker. Che informatico da operetta, mi faccio spaventare dall'immensita' della rete.
(pausa)
Comunque resta la domanda che mi ponevo sopra. Che cosa sfugge ancora al controllo delle macchine ? Forse siamo gia' schiavi e non ce ne siamo accorti?
Meglio spegnere adesso. Stefano Spock, ore 4 di notte, fine registrazione del diario.

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